Un movimento politico identitario per costruire da protagonisti il futuro del Sud

autonomia, Il Mattino, Gentiloni, Calenda, Mezzogiorno, De Luca

C’è una “questione meridionale” anche in termini elettorali. Destra, sinistra e centro, sono categorie superate. Ora è il momento dell’identità

di Mimmo Della Corte

“Basta permettere alla gente di votare, come in Italia non accade da troppo tempo e il quadro cambia”. Lo sottolinea nell’editoriale post-ballottaggi  de “Il Giornale” il direttore Alessandro Sallusti. E, se l’analisi si limita soltanto alla lettura del quadro politico che ne è scaturito, è davvero così. Ma c’è una riflessione che analisti, commentatori, politologi, ecc.  sembrano – forse, sarebbe meglio dire preferiscono – non fare: l’esistenza di “una questione meridionale” anche in termini elettorali. Una questione che si esprime – oltre che, come succede al Nord, con l’astensione anche qui a livelli altissimi, anzi, alla luce dei dati numerici, anche di più – con la strana, ed obiettivamente inspiegabile, continuità nell’espressione del voto: soprattutto in Campania e Puglia.  Del resto, a differenza di quanto si verifica, al di sopra del Garigliano, al di sotto, le possibilità di scelta offerte ai cittadini non sono molte. E non mi riferisco alla quantità, visto che liste e candidati, crescono – appuntamento dopo appuntamento – in quantità industriale, bensì alla reale consistenza delle liste e dei protagonisti impegnati nel gran premio elettorale. Un trionfo di liste civiche, con il compito di fare da portatrici di voti e specchietto per le allodole, al fine di distrarre l’attenzione degli elettori da problemi e questioni reali delle città, con programmi, predisposti alla bisogna e solo perché la legge ne impone la presenza fra i documenti necessari per la presentazione delle liste. Il che fa il gioco di mestieranti della politica, nonché di partiti e partitanti mascherati, che, quindi e nonostante tutto, continuano a farla da padroni. Sicché, a mio modestissimo avviso, è arrivato il momento di rompere con il passato, con le “ciniche” vuoto a pedere, e di dar vita finalmente ad un contenitore politico identitario che compatti: movimenti ed associazioni meridionaliste, che abbia come primo ed unico obiettivo quello della difesa a tutti i livelli: comuni, province, regioni e parlamento, degli interessi e delle ragioni del Sud e dei suoi abitanti; che faccia da argine alle velleità espansionistiche della Lega Nord al di qua del Garigliano; che riscoprendo i primati del passato, punti a  costruire il futuro del Mezzogiorno facendo leva sulle sue potenzialità endogene (che sono tante) ed i suoi immensi tesori d’arte, cultura, storia e tradizioni e ponga le premesse con la raccolta delle firme e la richiesta di referendum costituzionale, per la istituzione della macroregione autonoma dell’Italia del Sud.