futuro del Sud

Il Sud finanzierà il Nord con gabelle e tasse, ma si sosterrà con il Crowdfunding?

Per crescere l’Italia del Sud ha bisogno di autonomia, autodeterminazione e sovranità, non dell’autoelemosina che qualcuno suggerisce

 di Mimmo Della Corte

“Ciao Mimmo, in relazione ai contenuti del tuo libro, facevo una riflessione sulla funzione della stampa rispetto alle problematiche inerenti il Mezzogiorno. In particolare, si avverte la sensazione che qualsiasi provvedimento, riguardante il Sud, adottato dagli organi istituzionali, viene sempre analizzato in maniera tale da sottacere le ripercussioni negative che ricadono sulle nostre amate terre. Spesso, gli stessi giornali meridionali manifestato una sorta di asservimento ad una linea filo-nordista. E’ una mia sensazione oppure c’è qualcosa di vero?” E’ la domanda che mi pone l’amico Armando Mei, alla luce di quanto da me scritto nel saggio “Capitale Sud”.

Purtroppo, caro Armando, non solo “è vero”, addirittura, è strumentale per chi – “laddove tutto si puote”, ma anche “laddove” non tutto è possibile, se non dietro sollecitazioni ad hoc – ha tutto l’interesse a continuare a tenere il Sud sotto scacco ed in condizione di minorità, rispetto al resto del Paese, per poterlo sfruttare a proprio uso e consumo.  Di più, è funzionale per quanti, a cominciare dai cattedratici del meridionalismo accattone che, se ne servono per continuare ad invocare un po’ di carità pelosa per evitare che “il Mezzogiorno affondi”; serve a chi, per questa “triste condizione”, finge di muoversi a pietà e, mentre continua a rubargli risorse ben più consistenti, gli regala qualche spicciolo,  utile a foraggiare le clientele e procacciarsi consensi.

Ancora di più, è utile a chi alla ricerca di fondi per realizzare propri progetti, fa leva sul fatto che il Sud è stanco “di aspettare e di chiedere,” perché “il tempo di “chiedere favori” per ottenere ciò che è nostro di diritto è finito! Ora tocca a noi! E’ ora di diventare artefici del nostro destino”. Giustissimo, non vi viene voglia di applaudire? Finalmente qualcuno ha deciso che è arrivato il momento di alzare la testa. E, invece, no. Non potete farlo. Tutto questo serve, infatti, soltanto a giustificare la richiesta al territorio – ovviamente, in nome dell’esigenza di far rinascere e ripartire il nostro “amato SUD” – di mettere a disposizione di “cotanto” rivoltosi – aderendo alla loro campagna di Crowdfunding ovvero, per chi non sapesse di cosa si tratta, una raccolta di Fondi via web – almeno 1milione di euro (ovvero quasi due miliardi di vecchie lire) da investire: nel lancio di un giornale online, indipendente, diretto da……….., in grado d’informare, denunciare e aggregare da “Sud per il Sud”; la creazione di un ecosistema di innovativo di “incubatori territoriali” all’interno di ogni singola regione del Sud in grado di creare imprese innovative (Startup) per i giovani e rilanciare le Pmi in difficoltà (Restart).

Così, lo Stato potrà anche continuare a derubarci delle nostre risorse per investirle altrove, ma noi – grazie al genio “illuminato” dei novelli Eta Beta –  ce ne faremo beffe, perché ci autofinanzieremo con il Crowdfunding “pro Sud”. Purtroppo, però, il progetto di cui sopra prevede che il Sud resti parte (il cosiddetto “manifesto” non prevede, infatti, alcuna richiesta di autonomia) dell’Italia e, quindi, ci toccherà anche continuare a pagare gabelle e tasse all’alt(r)aIta(g)lia. Insomma, “dopo il danno anche la beffa”.  E, altro che sviluppo, per l’Italia del Sud, sarà come recitare l’ultima scena.

 

 

 

 

Autore dell'articolo: mimdell