Mezzogiorno, colonizzato e ricattato con la finta solidarietà

I combattimenti nei pressi dell'arco di Adriano a Santa Maria Capua V. di Giuseppe Vizzotto del Museo Torre di San Martino della Battaglia

I meridionali non devono preoccuparsi di ciò che fanno le regioni del Nord, ma lavorare per la Macroregione del Sud

I bacchettoni accademici dell’unitarismo “senza se e senza ma” continuano a blaterare e a sostenere che “l’autonomia fiscale è un delitto per il Sud” e mette a rischio il diritto costituzionale alla solidarietà nord-sud. E non hanno ancora capito che a meridionali non deve interessare ciò che fanno le regioni del Nord, ma dobbiamo preoccuparci soltanto di conquistare la “nostra autonomia” con la Macroregione Autonoma del Sud. Anche perchè tutta questa “solidarietà” verso la nostra area, non l’ho mai registrata. Mi sbaglio? Può, darsi. Ma se è così, “losignori”, (da Viesti a Giannola, da Felice a Santonastaso e tutti gli esponenti del piagnonismo in servizio permanente effettivo) mi spieghino:

a) E’ per solidarietà per il Sud che a 157 anni dalla tragica stretta di mano fra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, il nostro governo continua a foraggiare l’associazione “volontari e reduci garibaldini”? A proposito, secondo voi, considerato che da quel momento sono trascorsi quasi 200 anni, quanti ce ne sono ancora in giro?

b) Bisogna ritenere che è per rispetto di quel “dettato costituzionale in materia di solidarietà nazionale”, se – nonostante una legge speciale del 1950 imponesse ad Aziende a partecipazione statale, Ministeri ed amministrazioni di destinare al Sud il 40% dei propri investimenti ordinari – la quantità di risorse arrivate al di sotto del Garigliano non abbia mai superato lo 0,5% del prodotto interno lordo contro il 35 investito al Nord?

c) E’ – in ossequio alla Costituzione – che la legge di stabilità firmata da Matteo Renzi nel 2014, dei 5.8miliardi a disposizione del sistema ferroviario nazionale prevedesse d’investirne il 99 per cento (5,74miliardi) al Nord e solo l’1 per cento (60milioni) al Sud; e nel suddividere fra i comuni le risorse (5,6miliardi) per asili nido ed istruzione, ben 700milioni annui sono stati sottratti al Sud e dirottati verso il Nord;

d) con la delibera di Gennaio 2015 il Cipe ha confermato il taglio di 7,4miliardi di euro del cofinanziamento nazionale ai fondi europei per il 2014/2020 ai Piani Operativi Regionali di Campania, Calabria e Sicilia; e che la mafia delle assicurazione continua ad estorcere agli automobilisti meridionali tariffe doppie, in alcune zone anche triple, rispetto a quelle del Centronord?

e) Premialità e risorse vengono attribuite alla singole Università italiane sulla base di criteri che penalizzano quelle del Sud ovvero: numero dei pasti erogati, alloggi e strutture messe a disposizione degli studenti (manco si trattasse di valutare la ricettività alberghiera, piuttosto che la qualità dell’offerta formativa); il numero degli studenti che si iscrivono al secondo anno e quello dei laureati che riescono a trovare il lavoro entro i 3 anni successivi al conseguimento del titolo (sono Atenei o uffici di collocamento?). Criteri, insomma, che trasformano la Federico II, una delle migliori Università italiane, se si usa il parametro del “Citation for faculty”, utilizzato a livello internazionale, per valutare la produttività e la qualità di un ateneo, in una delle ultime in Italia. Il che, squilibra il sistema universitario verso il Nord e spinge i ragazzi del Sud ad emigrare in direzione degli atenei nordisti. Un’emigrazione che produce una perdita dei consumi pubblici e privati che costa al Mezzogiorno 3 miliardi l’anno. Di più, a laurea conseguita, nessuno di loro ritorna al di sotto del Garigliano. Anche questa è dimostrazione di solidarietà?

f) E’ per solidarietà che un legge, del 1931, rimaneggiata nel 1984 e completata nel 2001, indica esplicitamente quali siano gli enti culturali italioti da “foraggiare”. 17 di cui 13: del CentroNord (Biennale di Venezia, Reggio Parma Festival, Triennale di Milano, Festival di Pesaro, Festival dei due mondi di Spoleto, Quadriennale Arte di Roma, Festival pucciniano di Viareggio, Ferrara Musica, Ravenna manifestazioni, Scuola musicale di Fiesole, Istituto Architettura di Venezia, Museo del cinema di Priolo e Centro europeo Toscolano); due di livello internazionale (Unione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche e Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali) e due nazionali (Italia nostra e Fondo ambiente Italia), ma nessuno meridionale. Purtroppo: l’Istituto italiano di studi storici, eredità di Benedetto Croce; l’Istituto italiano di Studi filosofici fondato da Gerardo Marotta, l’Accademia Pontiniana e l’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa, pur non avendo alcunchè da invidiare ai succitati, hanno un peccato originale da farsi perdonare: sono meridionali.

g) e significa essere solidali con il Mezzogiorno, il fatto che – in previsione dell’apertura del raddoppio del Canale di Suez e dell’allargamento di quello di Panama e nel mentre la Cina riapriva la storica “via della seta” – anziché potenziare il sistema ferroviario meridionale per adeguare i porti del Sud alle nuove esigenze generate da tali inizitiave, laddove “tutto si puote” si è deciso di puntare sulla “rete ferroviaria ad alta velocità, in grado di servire soprattutto le principali città del Centro-Nord” e “rafforzare la competitività della piattaforma logistico-portuale del Nord-Est. Ovviamente, ancora una volta, tagliando fuori i porti meridionali.
Ed è sempre per solidarietà che, in mancanza di risorse per gli investimenti fnalizzati allo sviluppo, il Mezzogiorno si ritrova destinatario di fondi per l’accoglienza agli extracomunitari?  E non dimentichiamo infine che il Sud è il mercato di vendita di tantissimi beni prodotti al Nord e dal momento che il 25% dell’Iva sui consumi finisce alle regioni dove ha sede legale l’aziennda produttrice il Mezzogiorno  ne diventa anche uno dei maggiori contribuenti fiscali.

A dire il vero, di esempi simili, se ne potrebbero fare tantissimi altri. Ma mi fermo qui. E’ più che sufficiente per dimostrare che il tanto decantato – ovviamente, dai bacchettoni accademici dell’unitarismo “senza se e senza ma” di cui sopra – “diritto costituzionale in materia di solidarietà nazionale”, in questo Paese non è mai esistito, se non sulla carta e come tale è servito alla colonizzazione del Sud, da parte del Centro-Nord. E, per di più, senza che questi signori, abbiano mai osato proferrir verbo in difesa del Meridione e dei meridionali. Anzi!!!

Capito, perchè nonostante i fondamentali economici positivi e lo scatto compiuto nel 2017, neanche nel 2018 usciremo dal tunnel della crisi