Torre Annunziata: «’E. Cesàro’, ci vuole il social per risvegliare la città»

Cesàro; Torre Annunziata

Pochi giorni fa, una mia ex allieva (cesarina brillante, laurea in Economia) mi chiedeva se fosse una buona scelta iscrivere la figlia (interessata agli studi economici) all’ I.T.C.G. Ernesto Cesaro di Torre Annunziata (date le chiacchiere di una città non parlante).
Ho lavorato al “Cesaro” per più di quaranta anni insegnando Italiano e Storia (ricordo i miei esordi in una quinta classe capitanata da Nunzio Ariano ora Dottore e Carmine Abbagnale allora possibile campione), l’ho lasciato sei anni fa ma ancora lo vivo con passione, ne sono e ne sarò sempre orgogliosissima e innamorata.
Proprio per questo la risposta alla domanda della mamma preoccupata non poteva non essere coerente e, quindi nonostante il “Cesaro” viva nelle barbarie, ho voluto rispondere considerando il mio vissuto, che è realtà provata, testimoniata, che non si può confondere, né nascondere né, tantomeno, cancellare.

Un punto di riferimento del territorio contro la dispersione scolastica e frammentaazione sociale

Il ‘Cesàro’ è «Centro risorse aperto al Territorio», lo è diventato con i fondi dell’Unione Europea grazie all’intelligenza, alle competenze, alla passione di alcuni docenti, lo è ancora ufficialmente, (prova ne è la documentazione). Affinchè il nostro Centro funzionasse come punto di riferimento del Territorio contro la dispersione scolastica e la frammentazione sociale, la Comunità Europea lo ha fornito, su nostra richiesta, di ogni ben di Dio: Una Biblioteca completamente arredata, sei postazioni con computer, tavoli e lampade e gli scaffali azzurri per far vivere quattromila e cinquecento volumi inventariati e classificati, naturalmente una biblioteca aperta anche al territorio e collegata in rete. Laboratorio di arti grafiche e visive con computer e plotter. Un teatrino per recuperare l’antica e preziosa tradizione dei pupi napoletani, tipici della nostra città, con laboratorio di musica e strumenti musicali e nove pupi realizzati da alunni delle Scuole in rete, protagonisti dello spettacolo ‘La papara’ documentato su youtube (la papara Cesaro). Un laboratorio insonorizzato, sala di registrazione (una meraviglia, a quanto pare, unico tra tutte le scuole della Campania, tre palestre, un campo di calcetto e sala a specchi con parquet, per la danza, con bagni e docce, e non è tutto….. Nel ‘Cesàro’, per un po’ di tempo ha lavorato una cooperativa di alunni, anche ex e docenti, costituita davanti al notaio Diego Vanacore in Torre Annunziata… Altro che scuola-lavoro!!!

TUTTO QUESTO (e non solo) È CESARO……NON è possibile che non lo sia più. Allora bisogna vederci chiaro, chiedere per sapere e rendersi conto, niente si deve dare per scontato né si deve far passare impunemente; la Scuola è un bene prezioso che non può appartenere a nessuno se non a noi che dobbiamo viverla per proteggerla, è un dovere, così come è un diritto poter godere di una Scuola bene amministrata, lucidamente guidata con competenza, nel rispetto di tutto quanto le appartiene; dagli oggetti più vari ad ogni tipo di strumentazione, ai libri che vanno custoditi, valorizzati, usati per imparare e per sognare, non per farli smembrare da invasati che non sapranno mai cos’è il rispetto …non avendone né conoscenza né coscienza.