Torre Annunziata, il Cesaro: una scuola sull’orlo del baratro

Cesaro Torre Annunziata

Carissimo Direttore de “Il Sud siamo Noi”,

Le scrivo a proposito del “Cesaro” di Torre annunziata perché pubblichi il documento allegato risalente al 2010 che testimonia la vitalità e la funzione di “polo culturale” del nostro glorioso Istituto tecnico prima che subisse la sciagura di un assalto barbarico che ancora oggi lo vede oggetto di scempio ai limiti della distruzione. Sento di dover riscrivere al suo giornale e a tutti quelli che leggeranno perché considero Lei e “i miei venticinque lettori” (eventuali) osservanti delle norme del vivere civile, rispettosi dei diritti altrui, e consapevoli dei propri doveri e, per questo, disposti a contribuire al recupero dell’identità della città, salvando una sua Scuola. Il documento in oggetto fu richiesto dal Ministero della P.I. nell’occasione dei festeggiamenti dei centocinquant’anni della nostra Repubblica e chiedeva alla Scuola notizie sulla sua Storia, sui rapporti di collaborazione con l’ambiente socio economico, sull’evoluzione dell’offerta formativa, sulle risorse strutturali e sulla produzione, per avvalersi delle sue competenze e inserirla nell’ambito dell’ evento.

Spero che questo documento, chiaro in tutta la sua “tenerezza burocratica”, coinvolga soprattutto quanti hanno vissuto questa Scuola dagli alunni, ai presidi, ai docenti, ai professori, all’associazione A.D.E.A.C., alle segreterie, al personale, i quali rivedendosi nel presente, possano maturare il bisogno di condividere. Nessuna guerra da dichiarare, c’è solo da assumersi le proprie responsabilità, sapere che c’è chi è preposto alla tutela dei beni comuni e alla verifica di quanti coscienti o non giocano follemente con quello che è di tutti. Smosso chi di dovere, quindi, si può passare alla fase dell’insegnamento.
Ecco un paio di esempi pertinenti:
a) Chi di dovere, può insegnare che non si fa cultura ordinando, motu proprio, di cancellare dai muri di una scuola pubblica murales storici prodotti dallo studio e dall’impegno di alunni e docenti …
B) …e che nessuno mai si può permettere di trasformare il “banco di accoglienza” corredo di una perfetta biblioteca azzurra in un bancone di salami e salamelle. E quando chi di dovere, si sentirà dire che così si fa scuola-lavoro addestrando geometri imbianchini e ragionieri allo spaccio di sostanze alimentari, legittimamente investito di autorità, provvederà con razionalità e garbo a tutelare gli interessi di tutti… MUOVER SI PER SMUOVERE

Marinetta De Falco 

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